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Il cinema dei diritti umani nel Mondo e le iniziative di “Cinema e Diritti”

Da alcuni anni, l’Associazione culturale “Cinema e Diritti” di Salerno svolge un’attività di animazione e sensibilizzazione delle comunità del Sud Italia ai problemi dei diritti universali attraverso l’utilizzo degli strumenti audiovisivi e segnatamente del documentario di impegno sociale che in Italia vanta una consolidata tradizione di autori ed opere.

Cinema e Diritti” è un’associazione senza scopi di lucro costituita nel 2005 con l’obiettivo di far conoscere nel Sud Italia e nei Sud del Mondo il “Cinema dei Diritti Umani” per promuovere la cultura dei diritti universali attraverso le immagini di film e documentari che raccontano le condizioni di vita di persone e popoli che percorrono il difficile cammino della democrazia e dell’eguaglianza.

Ad ispirare questa scelta è stato l’esempio dell’ America Latina dove il “Cine de Derechos Humanos” ha raggiunto importanti consensi grazie all’azione dell’Instituto Multimedia DerHumALC di Buenos Aires e al costante lavoro del suo presidente, Julio Santucho, che organizza dalla fine degli anni 90 il festival nella capitale argentina e a Santiago del Estero. Santucho è anche uno dei promotori della Rete dei diritti umani del Sudamerica e del network internazionale degli Human Rights Festival, la rete a cui appartengono alcune delle principali capitali del Mondo che celebrano questo tipo di spettacoli. Anche Napoli, dal 2009, appartiene allo Human Rights Film Festival network (HRFF).

Cinema e Diritti” ha dunque il merito di avere contribuito a far conoscere in Italia questo genere di manifestazioni, adottando una formula originale e partecipativa che coinvolge decine di associazioni locali, nazionali e internazionali nella preparazione di un Festival ricco di cinema e dibattiti che dura generalmente una settimana, ma che richiede molto mesi di incontri e riflessioni collettive per selezionare gli argomentii da affrontare e le soluzioni da prospettare. Gli obiettivi del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli sono molteplici, ma il primo è senz’altro quello di portare nei quartieri di Napoli e della sua periferia l’informazione e le immagini d’autore dei documentari che trattano temi di interesse generale inerenti la qualità e la dignità della vita umana, per animare incontri e riflessioni con testimoni ed esperti che coinvolgano la comunità locale e migliorino la conoscenza dei cittadini su questi temi.

La condizione delle donne, degli anziani e dei minori, dei carcerati e dei malati, lo stato in cui versa l’ambiente e i rischi per la salute delle nostre comunità, il diritto alla casa e al lavoro, la lotta alla povertà e il diritto all’istruzione, la necessità di ospitare gli immigrati in modo equo e civile, la convivenza pacifica, l’avviamento dei giovani ad una vita dignitosa e ancora la memoria e le dittature sono alcuni dei temi di cui il cinema dei diritti umani si prende cura. E lo fa discutendone con gli addetti ai lavori, con le associazioni che quotidianamente sono vicine alla gente e vivono la realtà urbana in cui questi problemi nascono e si sviluppano, cercando con loro di capire come denunciare le contraddizioni in cui vivono le città moderne e presentando le possibili soluzioni, ricorrendo a immagini, foto, filmati, testimonianze dirette e anche confrontando tutto ciò a quello che avviene nel resto del Mondo “globale” in cui viviamo..

Per questo il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli è un festival dedicato alle associazioni, al loro lavoro spesso silenzioso e nascosto che tiene la gente di Napoli al centro del Mondo, vicina alla società civile italiana ed europea, perché non debba mai interrompersi quel filo di comunicazione che può dar vita a solidarietà e a lotte comuni che costituiscono la speranza in un mondo migliore e possibile.

Il Festival porta il dibattito sui diritti umani tra i giovani e la gente comune, nelle periferie e nei luoghi dove il disagio e l’emarginazione sono più avvertiti; per questo lo slogan adottato da “Cinema e Diritti” esprime in una battuta, “il cinema dalle gambe lunghe”, la voglia di incontrare la gente che troppo spesso viene esclusa dai circuiti informativi e culturali dei grandi mezzi di informazione. Sono questi i luoghi in cui è più urgente contrastare con l’informazione e il dibattito le tendenze devianti della criminalità e l’attrazione che essa esercita sulle categorie giovanili, offrendo orizzonti di nuova cittadinanza e opportunità, emozioni e prospettive più ampie di quelle che la routine quotidiana  può dare a chi va incontro al futuro.

Oltre agli appuntamenti nei quartieri e nei comuni della fascia metropolitana di Napoli, il festival propone anche degli eventi speciali ed internazionali, sempre orientati sui temi del diritto universale, che sono generalmente ospitati nel centro di Napoli e che permettono di offrire uno sguardo critico su alcuni Paesi del Mondo in cui la gente e le associazioni sono impegnati nella lotta per la conquista e la difesa dei diritti civili. Questa seconda parte del festival cerca di creare e mantenere un osservatorio internazionale su Europa, Mediterraneo, Sudamerica e Balcani e sta consolidando a Napoli un appuntamento annuale attraverso il quale costruire una rete di relazioni con le aree del mondo più legate all’Italia.

Infine, come ogni Festival cinematografico, anche il Festival di Napoli rende omaggio alla “Settima Arte” attraverso un concorso di opere audiovisive originali che premia ogni anno alcune opere significative che esprimono i cambiamenti degli stili di vita che lo sguardo dei registi sa cogliere attraverso l’osservazione delle nostre città, delle periferie e delle categorie sociali più deboli. I vincitori del concorso sono ospitati a Buenos Aires per prendere parte al Festival DerHumALC e le loro opere sono proposte anche a tutti gli altri festival della rete HRFF.

Il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli contribuisce quindi alla rivalutazione e alla diffusione del documentario italiano nei circuiti di distribuzione internazionali, avvicinando registi e produttori di tutto il mondo e offrendo visibilità alle associazioni che utilizzano il cinema per la difesa dei diritti umani e della democrazia partecipata.

Il format del Festival e i meccanismi di finanziamento

Lo sviluppo della giornata tipo di festival è il seguente:

- le mattinate sono dedicate alle proiezioni per gli alunni delle scuole medie superiori e delle università a cui sono presentati documentari e film locali e internazionali sui temi selezionati dagli organizzatori, in accordo con le associazioni locali,

-nei pomeriggi/serate di proiezioni e dibattiti, rigorosamente ad ingresso gratuito, si proiettano dapprima documentari sull’argomento della giornata, preferibilmente scelti nella produzione di registi emergenti del territorio, poi si passa ad animare una tavola rotonda con esperti e testimoni che introduce il film clou della serata, spesso alla presenza dell’autore che ne presenta l’ispirazione

-al termine del film, una breve esibizione artistica chiude la serata

“Cinema e Diritti” provvede al fund raising della manifestazione promuovendo il festival presso gli enti pubblici locali e nazionali, quindi coordina il gruppo di lavoro composto da rappresentanti di tutte le associazioni della rete e infine distribuisce una quota ad ogni associazione che organizza una giornata di festival in un quartiere o in un Comune o provvede ad un evento speciale. Il budget e l’organizzazione delle fasi salienti del festival sono amministrati da un Esecutivo eletto dall’assemblea dei soci della rete.

Il costo del Festival è comunque molto basso grazie al largo impiego di lavoro volontario fornito dal personale delle associazioni che agisce come un vero e proprio co-finanziamento.

Gli spettacoli e gli incontri si svolgono nei quartieri periferici a vantaggio delle fasce sociali che non dispongono, in genere, di cinema e di teatri in cui incontrarsi e poter fruire di film di qualità e di una informazione completa e corretta. I luoghi di proiezione e dibattito sono quasi sempre luoghi da rivalutare e da recuperare all’uso collettivo, mentre particolare rilievo è offerto dai film che provengono dalla cineteca del festival di Buenos Aires. Infatti, grazie a questi contributi di valore, il confronto si arricchisce di esempi e buone pratiche di auto-organizzazione che riguardano la capacità della gente di dare risposte ai gravi problemi di sopravvivenza delle metropoli del sud del mondo e delle zone rurali e montane dei paesi più poveri.

Non mancano le fiction, i documentari e le retrospettive d’autore e in genere il tono delle serate è molto vivace, anche grazie alla presenza di numerosi giovani e dei gruppi di azione impegnati nel sociale.

Gli eventi non prevedono biglietti d’ingresso e sono completamente gratuiti e aperti alla partecipazione pubblica.

Le prospettive del Festival di Napoli, il ruolo delle istituzioni e la cooperazione con altri sud del mondo.

Grazie ai risultati ottenuti dalle prime edizioni del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, la Commissione dello Human Rights Film Festival network di Amsterdam, nella seduta plenaria del 23 novembre 2009, ha ritenuto che il festival di Napoli potesse essere ammesso nella rete sostenuta da Amnesty International e da Human Rights Watch, affiancando altre 28 città del mondo che compongono il circuito.

Con la terza edizione del festival di Napoli, che si terrà dal 9 al 16 novembre 2010, è stata anche aperta una sezione speciale del concorso con lo scopo di selezionare opere dedicate a Napoli, alle condizioni di vita dei suoi quartieri, al lavoro della società civile e delle istituzioni per recuperare il disagio delle periferie della metropoli e offrire un contributo alla definizione di un profilo diverso della città. Sin dalla prima edizione le opere ispirate a Napoli sono ospitate dal Festival di Buenos Aires in una sezione speciale chiamata “Ventana sobre Napoles” che racconta agli argentini il lavoro svolto dalle associazioni napoletane e dai registi che descrivono la città e la sua evoluzione. Si tratta di un momento particolarmente intenso di scambio culturale che consente una vera e propria cooperazione tra associazioni e gruppi omologhi dei due Paesi (Università, imprese di produzione cinematografica, gruppi di interesse, artisti etc) e ha già dato numerosi piccoli frutti. Per questo motivo, ogni anno “Cinema e Diritti” organizza una missione a Buenos Aires in occasione del Festival DerHumALC, coinvolgendo numerose associazioni della rete e singoli artisti che accompagnano i vincitori della manifestazione precedente e portano la loro testimonianza attiva nella capitale argentina e nelle sedi periferiche in cui incontrano associazioni e gente comune che chiede di conoscere come stanno cambiando l’Europa e l’Italia, Paese da cui molti dei loro genitori sono partiti nel secolo scorso. Questa iniziativa molto apprezzata dagli operatori culturali dei due Paesi, è da ritenersi parte integrante dl Festival.

Tutto ciò di cui abbiamo parlato finora ha bisogno di sponsorship importanti, di contributi istituzionali e di fondazioni, enti e associazioni che hanno a cuore il destino della Città di Napoli, ma anche dell’intero Mezzogiorno d’Italia che guarda a Napoli come depositaria di tradizioni uniche.

I risultati raggiunti dal lavoro costante di “Cinema e Diritti” e dalle associazioni della rete sono apprezzabili e visibili e non riguardano solo il festival, ma sono distribuiti durante tutto l’anno. Eppure si tratta ancora di un esempio, di un progetto pilota che andrebbe sostenuto con aiuti materiali non solo di denaro, quanto piuttosto di agevolazioni agli scambi culturali e richiederebbe l’impegno diretto di molti attori sociali che potrebbero contribuire a questo disegno di democrazia.

L’obiettivo comune rimane quello di portare Napoli al centro del Mediterraneo e del mondo, trasformando i suoi problemi e le sue debolezze in grandi opportunità che potrebbero far incontrare, almeno una volta all’anno, tutti i Sud del Mondo attorno ad un tavolo ideale che comprenda istituzioni, associazioni, imprese e semplici cittadini per consentire una circolazione più libera e agevole delle informazioni che riguardano passato, presente e futuro perché senza l’informazione anche gli altri diritti sono terribilmente mutilati e ogni decisione è falsata da gravi squilibri.

Tutto ciò non è una speranza ma una realtà a portata di mano, nell’epoca delle reti globali e della urgente necessità di una vera rivoluzione culturale che assicuri un futuro dignitoso al pianeta.