{"id":11297,"date":"2022-09-20T12:00:53","date_gmt":"2022-09-20T11:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/?p=11297"},"modified":"2023-03-07T10:32:06","modified_gmt":"2023-03-07T09:32:06","slug":"persecuted-vite-negate-dagli-abusi-di-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/2022\/09\/20\/persecuted-vite-negate-dagli-abusi-di-potere\/","title":{"rendered":"Persecuted: vite negate dagli abusi di potere"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Storie e protagonisti della XIII Edizione del Cinema dei Diritti Umani di Napoli<\/h4>\n<p>Curatore: Laura Sudiro<br \/>\nEditore: Dante &amp; Descartes<br \/>\nAnno edizione: 2022<br \/>\nIn commercio dal: 20 settembre 2022<br \/>\nPagine: 92 p., ill. , Brossura<br \/>\nISBN: 9788861572423<br \/>\nPrezzo: 15 euro<\/p>\n<h4>Sommario<\/h4>\n<p><strong>Premessa<\/strong> (a cura di Laura Sudiro)<br \/>\n<strong>Introduzione<\/strong> (a cura di Maurizio Del Bufalo)<br \/>\n<strong>Tributo alla Val di Susa<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prima Parte:<\/strong><strong> Gli eventi internazionali<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sahara occidentale<br \/>\n<\/strong>\u00a0 \u00a0<em>Saharawi, la lotta del popolo del deserto di <\/em><strong>Fatima Mahfud<br \/>\n<\/strong><strong>Palestina<br \/>\n<\/strong>\u00a0\u00a0 <em>Vita da perseguitato: il caso Mohammad Bakri di <\/em><strong>Luisa Morgantini<br \/>\n<\/strong><strong>Iraq<br \/>\n<\/strong>\u00a0\u00a0 <em>Ezidi: genocidio continuo di <\/em><strong>Amy L. Beam<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Afghanistan<br \/>\n<\/strong>\u00a0 \u00a0<em>Gli Hazara sull&#8217;orlo di una catastrofe umanitaria di <\/em><strong>Amin Wahidi<br \/>\n<\/strong>\u00a0\u00a0 <em>Il costo di essere Hazara in Afghanistan di<\/em> <strong>Hussain Rezai<br \/>\n<\/strong><em>\u00a0 \u00a0Midnight Traveler di<\/em> <strong>Hussan Fazili<br \/>\n<\/strong><strong>Zona Artica<br \/>\n<\/strong>\u00a0\u00a0 <em>Sapienze indigene tra vecchi e nuovi colonialismi: il caso del popolo Sami di <\/em><strong>Valentina Ripa e Giovanni Carbone<br \/>\n<\/strong><strong>Siria<br \/>\n<\/strong>\u00a0 \u00a0<em>Il mio sguardo sulla Siria di <\/em><strong>Simon Safieh<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Seconda Parte: <\/strong><strong>Testimonianze<br \/>\n<\/strong><strong>Intervista alla giuria esperti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Terza Parte:<\/strong><strong> I vincitori della XIII Edizione &#8211; Locandine<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quarta Parte:<\/strong><strong> I vincitori della XIII Edizione &#8211; Premi e menzioni<\/strong><\/p>\n<p><strong>Postfazione<\/strong> (a cura di Elisabetta Pandimiglio)<br \/>\n<strong>Ringraziamenti<\/strong><\/p>\n<h4>Premessa<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-11293\" src=\"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Curdi-2-300x176.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Curdi-2-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Curdi-2.jpg 609w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>&#8220;Radici e ali. Ma che ali mettano radici e che le radici volino&#8221;.<br \/>\nQuando il poeta Juan Ramon Jim\u00e9nez scrisse questi versi era un giovane innamorato in procinto di imbarcarsi su un piroscafo della Compania Transatlantica che, salpato alla volta di New York, l&#8217;avrebbe ricongiunto alla sua Zenobia. Sono versi che san\u00adno di futuro, di promesse, di libert\u00e0 e che inevitabilmente risuonano nell&#8217;anima di chiunque, levate le ancore, si appresta a intraprendere il proprio viaggio nell&#8217;esistenza.<br \/>\nD&#8217;altronde, la magia della poesia \u00e8 questa: adattarsi alle infinite pieghe della no\u00adstra interiorit\u00e0 per sussurrarci un messaggio personale, a volte universale. E se le pa\u00adrole di Jim\u00e9nez hanno accompagnato la mia giovinezza come un mantra di speranza, potente e misterioso, non posso oggi immaginarle senza pensare a tutti coloro a cui quel futuro, quelle promesse, quella libert\u00e0 sono negati, spesso fin dalla nascita.<br \/>\nAli tarpate, spezzate, incenerite. Radici avvelenate, calpestate, recise. Vite negate, sospese. E, all&#8217; orizzonte, il limbo insidioso della precariet\u00e0, della paura, dell&#8217;incertezza. La sagoma oscura del potere che opprime. Ecco il leitmotiv che accompagna il lettore attraverso le storie raccolte in questo volume. Un volume in cui si \u00e8 cercato di distillare l&#8217;essenza della XIII Edizione del &#8220;Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli&#8221; (10-20 novembre 2021) nella consapevolezza di non poter esaurire il multiforme calei\u00addoscopio di spunti, contributi, discussioni che da sempre lo animano, confermandone la statura di originale laboratorio permanente sullo stato di salute dei diritti umani nel mondo.<br \/>\nChe si tratti di interi popoli, di minoranze etnico-religiose o di singoli individui, i &#8220;Persecuted&#8221; si muovono in un universo slabbrato e lo fanno in direzione ostinata\u00admente contraria. Il loro vessillo risiede unicamente nella forza delle proprie idee, ben sapendo che solo riannodando i fili, annaffiando la memoria, ricomponendo le tesse\u00adre disperse di un mosaico da altri frantumato sar\u00e0 possibile salvare la propria storia e il senso profondo della propria identit\u00e0.<br \/>\nValsusini, Saharawi e Palestinesi, Ezidi e Hazara, Sami e Siriani hanno questo in comune e, insieme, la necessit\u00e0 di urlare al mondo il proprio diritto all&#8217;esistenza. Un&#8217;esistenza dignitosa, nel seno di un&#8217;umanit\u00e0 pi\u00f9 giusta e consapevole. E il cinema, in questo senso, con la sua forza evocativa, si fa, di volta in volta, cassa di risonanza, diario intimo, dirompente strumento di rivendicazione e resistenza.<br \/>\nAli e radici da preservare, da salvare, per cui lottare.<br \/>\nBuona lettura!<br \/>\n<strong>Laura Sudiro<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Introduzione<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sulle tracce di donne e uomini in fuga<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persecuzione non \u00e8 l\u2019effetto di un atteggiamento occasionale e neppure un comportamento che si pu\u00f2 descrivere o riconoscere in modo univoco; a volte \u00e8 un fenomeno che interessa per lunghi periodi interi popoli, affetti da istinti razzisti, xenofobi e da odi primordiali di cui si fatica a trovare le origini e quindi appare come comportamento collettivo, manifesto e bellicoso, contro singoli o gruppi; altre volte si presenta come il raffinato strumento di annientamento di singoli di cui si servono societ\u00e0 evolute attraverso l\u2019interpretazione di leggi e codici che dovrebbero assicurare la libert\u00e0 di ognuno e invece vengono manipolate per negare i principi per cui sono nate, in una sorta di avvitamento ideologico che conduce all\u2019assurda lotta di uno Stato contro una persona sola o un gruppo che esprime un pensiero diverso da quello dominante.<br \/>\nDi certo la persecuzione si concretizza con il reiterarsi di atteggiamenti palesemente liberticidi, quando non aggressivi e minacciosi, ai danni di soggetti che sono portatori di idee, convinzioni religiose, progetti o stili di vita che sono definiti pericolosi per la maggioranza dei componenti della comunit\u00e0 che li ospita.<br \/>\nLa persecuzione \u00e8 quindi, molto spesso, l\u2019aspetto pi\u00f9 odioso ed esasperato della lotta delle maggioranze contro le minoranze, quasi a volere affermare che il consenso sia la misura della giustizia. Ma, se in questi casi \u00e8 pi\u00f9 facile capire da che parte stare, meno semplice \u00e8 riconoscere il sottile discrimine che anima le condanne per effetto di legge (<em>ope legis<\/em>) che si avvalgono dell\u2019autorevole parere di giurie o di magistrati che portano i segni del potere popolare e di codici approvati con consensi universali. Se a macchiarsi di questa colpa sono le moderne democrazie occidentali, allora il reato diventa pi\u00f9 odioso, perch\u00e9 matura in un contesto non deprivato e si trasforma in un abuso di potere, celato da fini legali o addirittura istituzionali. Il movente, in questi casi, \u00e8 l\u2019affermazione del pensiero unico dominante che criminalizza chi esprime un dissenso o semplicemente una posizione diversa da quella di chi detiene il potere.<br \/>\nIl Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, XIII edizione 2021, cerca di svelare i retroscena delle persecuzioni razziali, ideologiche e religiose che opprimono da decenni alcune minoranze, vittime di crimini sistematici, addirittura di veri e propri genocidi, ma si sofferma anche sulle aggressioni silenti ed occulte che colpiscono persone sole, che agiscono in nome della propria coscienza o di un credo religioso e\/o morale che le porta alle estreme conseguenze pur di affermare il diritto di esprimere le proprie idee e manifestare la propria visione del mondo.<br \/>\nEroi, filosofi o semplicemente disobbedienti, queste persone ci insegnano che per stare al mondo non bisogna esclusivamente onorare la legge, ma a volte occorre svelarne i limiti, denunciando e lottando fino a far sentire la propria voce e chiedere aiuto, perch\u00e9 la verit\u00e0 e il senso ultimo del nostro vivere ha bisogno di dubbi e di rifiuti e l\u2019armonia della giustizia non \u00e8 immutabile, ma si nutre di equilibri dinamici molto complessi e l\u2019etica e la morale non sono leggi scolpite nella pietra.<br \/>\nIl Festival di quest\u2019anno prova dunque a mettere insieme il racconto di esperienze ultradecennali di oppressione di popoli senza terra e senza stato, come i Palestinesi, i Kurdi, o storie di minoranze come gli Hazara afghani e gli Ezidi Iraqeni, fino a raccontare episodi incredibili di soprusi legati alla protesta di intere comunit\u00e0 italiane ed europee come i Valsusini piemontesi e i Sami Norvegesi, lontani migliaia di chilometri ma affini nelle loro storie di orgogliosa rivendicazione identitaria e nella difesa di principi universali, peraltro sanciti nella legge dei loro Paesi. E non mancheranno eclatanti episodi di singoli cittadini minacciati da condanne straordinarie per avere dimostrato che la giustizia non \u00e8 sempre interpretata dalla legge.<br \/>\nDi tutto questo tratta il XIII Festival che, da Napoli, solleva dubbi e formula domande, com\u2019\u00e8 nella sua natura, ospitando testimoni ed esperti, proiettando appelli in cui, talvolta, l\u2019ironia di un sorriso nasconde il dolore di un\u2019ingiustizia subita. E questo avviene mentre attorno imperversa la pandemia da Covid 19 di cui non ci stancheremo di raccontare i perversi effetti di compressione dei diritti e le nefaste conseguenze sulle relazioni umane, sulla quotidianit\u00e0 dei rapporti che rendono possibile il nostro lavoro. E di pandemia ci parler\u00e0 il dolce sorriso di Tanya Hatsura Yavorska, direttore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Minsk, nella lontana Bielorussia, vittima di una persecuzione da parte del suo governo per avere denunciato le condizioni in cui i medici della capitale bielorussa combattevano contro il Covid, nel silenzio dei mezzi di informazione. Arresto e torture per lei ed estradizione ai membri della sua famiglia (marito e figli) per avere \u201ctramato contro la patria\u201d, per avere affermato le reali condizioni di lavoro di decine di medici coraggiosi, tenute nascoste all\u2019intero popolo bielorusso. E con queste parole e con il sorriso di questa donna coraggiosa si aprir\u00e0 la XIII edizione, nel ricordo di un amico, Ciccio Capozzi, cinefilo instancabile e fondatore del nostro Festival, e di Gino Strada, indimenticato ospite e compagno di strada.<br \/>\nSe la pandemia non \u00e8 una guerra, forse \u00e8 lecito pensare che la guerra sta cambiando volto e il mondo cambia senza che noi ce ne rendiamo conto. Forse abbiamo ancora pi\u00f9 bisogno di ascoltare e raccontare, forse abbiamo ancora pi\u00f9 bisogno di cinema e di registi sensibili al vento di questo tempo burrascoso, per capire dove stiamo andando e quanto \u00e8 ignobile la persecuzione degli onesti, dei coraggiosi, di chi la pensa diversamente dai pi\u00f9.<br \/>\nBenvenuti a Napoli, benvenuti al Festival, finalmente in presenza\u2026. almeno per quello che sar\u00e0 possibile.<br \/>\n<strong>Maurizio Del Bufalo<\/strong><\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie e protagonisti della XIII Edizione del Cinema dei Diritti Umani di Napoli<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":11291,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[216],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11297"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11297\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}