{"id":3298,"date":"2011-11-18T17:13:29","date_gmt":"2011-11-18T17:13:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/?p=3298"},"modified":"2013-11-12T09:21:05","modified_gmt":"2013-11-12T08:21:05","slug":"note-a-margine-di-maurizio-del-bufalo-diversamente-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/2011\/11\/18\/note-a-margine-di-maurizio-del-bufalo-diversamente-festival\/","title":{"rendered":"Note a margine, di Maurizio Del Bufalo \u2013 Diversamente festival &#8230;"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Napoli, 17 novembre 2011 \u2013 decimo giorno di Festival<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Diversamente Festival <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La signora che guarda il cavallo di cartapesta alto tre metri, tutto azzurro, dalla testa smontabile e senza coda, piantato a gambe larghe su un carrello spinto da un infermiere dell\u2019ospedale di Trieste, non scherza, fa sul serio, ci tira la giacca e dice: \u201d\u00e8 il simbolo del calcio Napoli?\u201d. Ci ha presi per tifosi, la signora, a Napoli l\u2019azzurro non \u00e8 un colore come gli altri, e forse non sbaglia. Qui il tifo e i tamburi ci sono davvero, ma dietro a Marco Cavallo, il gigante muto che come il suo lontano parente troiano \u00e8 servito per far cadere dei muri, ci sono uomini e donne dagli sguardi smarriti, portatori di disagi profondi, sostenuti dal braccio di qualche amico o parente, dagli assistenti che per loro sono diventati come fratelli e fanno il tifo per loro. Sono gli ospiti della case famiglia che nacquero in Italia quando Marco Cavallo, pi\u00f9 giovane di 38 anni, fu partorito dalla fervida mente degli psichiatri del manicomio di Trieste come un simbolo di riscatto e di liberazione, per restituire alla gente che soffre di disagio psichico una vita che potesse dirsi normale almeno nelle forme della quotidianit\u00e0, a volte anche nella abitudini di lavoro e di socialit\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vero, il Napoli calcio sta attraversando un periodo felice della sua storia, ma la gente di Napoli non abbocca (\u201ccc\u00e0 nisciuno \u00e8 fesso\u201d avrebbe detto il Principe), ci guarda risalire la via Toledo e abbozza un sorriso smorzato, ogni tanto qualcuno ci ferma e dice \u201c ma chi siete? Che sta succedendo?\u201d. In quest\u2019Italia rassicurata da un incolore professore di economia che promette sfracelli, condotta sull\u2019orlo del baratro da pluripregiudicati che sorridono beffardi mentre ballano sulla nave che affonda, la gente di strada non ride pi\u00f9 di una processione di matti (sfido io!), pensa piuttosto che siamo tristi burloni, tutti andati col cervello e ci guarda con occhio benevolo, noi che seguiamo un cavallo senza coda, proprio perch\u00e8 ormai \u201ci pazzi stanno fuori e i sani dentro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDentro\u201d \u201cfuori\u201d, categorie che definiscono la normalit\u00e0 in un mondo che non ha pi\u00f9 regole sicure o punti di riferimento stabili. In barba a Basaglia, carceri e ospedali psichiatrici sono, oggi pi\u00f9 di ieri, zone di confine tra la vita e la morte dove persone vive sono inghiottite e non ne vengono pi\u00f9 fuori, come cap\u00ec Franco Mastrogiovanni, morto in un ospedale della repubblica italiana dopo 4 giorni di contenzione al letto, un istante prima di entrare nel reparto TSO. Oggi, le parole che Franco affid\u00f2 ad un amico prima del ricovero coatto, risuonano in un tribunale come accusa per medici e infermieri che lo lasciarono finire come un cristo in croce. Ma quanti ce ne sono stati di questi Franco e quanti ancora passeranno quella porta bianca di un lindo ospedale del nostro democratico Paese per non tornare pi\u00f9 a casa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dottor Basaglia \u00e8 scomparso nel 1980 e da 31 anni ci interroghiamo sul fatto che la legge 180 che lui ispir\u00f2 debba essere cambiata e realizzata nei suoi principi ispiratori, ma mente noi discutiamo quello che io vedo aumentare ogni giorno di pi\u00f9 \u00e8 uno scivolare lento e silenzioso verso forme di eliminazione dei pi\u00f9 deboli, forme \u201cpulite\u201d di omicidio che ricordano le tecniche \u201cbanali\u201d riservate dai nazisti ai rom, ai deformi, ai diversamente abili, come diremmo noi oggi, prima ancora che agli ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stasera all\u2019Istituto Colosimo ho visto sfilare molte di queste creature dallo sguardo smarrito, sotto braccio agli amici delle cooperative che li curano e li difendono perch\u00e8 le loro vite sono ormai indissolubilmente connesse, li ho visti marciare dietro il cavallo di cartapesta azzurra e li ho visti seduti sbadigliare durante il dibattito, sbirciando il momento in cui si sarebbero aperte finalmente le porte della citt\u00e0. E noi con loro, 38 anni dopo, siamo ancora qui a sognare una citt\u00e0 diversa dove prostitute, carcerati, poveri, emarginati, minoranze, insomma tutti i diversamente felici ed infelici della nostra comunit\u00e0,\u00a0 abbiano una vita pi\u00f9 facile e umana. Siamo ancora innamorati della parola di quell\u2019uomo di Trieste, ma solo per questo siamo dei sognatori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di rispondere, provate a fare una piccola riflessione da gente di strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ci sono migliaia di esseri umani che per un asino azzurro con una \u201cN\u201d sopra spendono milioni di euro e si azzuffano, parlano, commentano e sognano per 12 mesi all\u2019anno e per tutta la vita, e hanno pure decine di canali e trasmissioni televisive che parlano di questa passione \u201csportiva\u201d dalla mattina alla sera, mi spiegate perch\u00e8 a noi non pu\u00f2 essere concesso di passeggiare dietro ad un cavallo senza coda e respirare a pieni polmoni, col naso in su tra le belle case di via Toledo, sognando che tutti gli uomini siano uguali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">p.s. grazie amici della Gesco per avere portato Marco Cavallo per la prima volta a Napoli nei giorni del nostro Festival, ne siamo felicemente onorati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Maurizio del Bufalo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, 17 novembre 2011 \u2013 decimo giorno di Festival Diversamente Festival La signora che guarda il cavallo di cartapesta alto tre metri, tutto azzurro, dalla testa smontabile e senza coda, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[37,33],"tags":[56],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3298"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3298"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3298\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cinenapolidiritti.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}