L’associazione “Cinema e Diritti” e il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli
in collaborazione con il Liceo Alfano I di Salerno
presentano
I GIOVEDI DEL CINEMA DEI DIRITTI UMANI
XIII EDIZIONE – 28/29/30 APRILE 2026
“I BAMBINI ALLA GUERRA”
LICEO ALFANO I, via dei Mille, 40 – SALERNO
AULA MAGNA

Presentazione
La XIII edizione della rassegna “I Giovedi del Cinema dei Diritti Umani” cade nel pieno di una delle crisi internazionali più acute degli ultimi anni, caratterizzata dalla presenza di due cruenti conflitti (Ucraina e Medio Oriente) che vedono coinvolte le principali potenze economiche e militari del Pianeta (URSS e USA) con la manifesta incapacità delle Nazioni Unite e delle diplomazie ad intervenire a sostegno della Pace. La manifestazione salernitana, collegata al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, conferma anche quest’anno le affinità con il concorso cinematografico partenopeo, raccogliendone l’intensa ventennale attività svolta a supporto delle lotte per la difesa dei Diritti Umani e delle denunce delle violazioni avvenute in numerosi Paesi del mondo, proponendo un ideale gemellaggio tra le due città campane.

L’edizione 2026 de “I Giovedì” consolida altresì la collaborazione del Festival partenopeo con l’istituto Alfano I uno dei presidi educativi più prestigiosi della città, un liceo che apre le sue porte per ospitare il pubblico e gli studenti di altri istituti, celebrando un fruttuoso connubio tra istituzioni e società civile.
Il titolo scelto per questa edizione “I bambini alla guerra” si riferisce alla drammatica constatazione che le vittime preferite dei conflitti armati sono i civili e, segnatamente, i minori, anche se non consapevoli del loro destino. Quando non cadono sotto le bombe o i colpi di mortaio, nelle scuole o negli ospedali, i minori sono il bersaglio preferito delle rappresaglie poliziesche contro i civili o delle intimidazioni per impedire la partecipazione degli adulti a forme di protesta e lotta. Il Festival del Cinema dei Diritti Umani ha già raccontato i rapimenti dei bambini ucraini ad opera dell’esercito russo che occupa il Donbass, reato condannato dal tribunale internazionale dell’Aia, ed anche le stragi di decine di migliaia di piccoli palestinesi, a volte in fasce o addirittura nel ventre della madre, considerati minacce future all’esistenza dello stato di Israele.

Queste guerre sembrano avere nel mirino proprio loro, i minori, per annientarli o, attraverso il loro sacrificio, intimidire i genitori, i fratelli e le sorelle, i parenti. Uno stratagemma perverso e crudele che non sembra tener conto neppure delle etnie e delle latitudini, che troviamo confermato non soltanto nelle guerre dichiarate, ma anche nei conflitti civili e nascosti come la guerra strisciante delle mafie nostrane contro lo Stato e la legalità. Neppure le nostre città si salvano da questo orrore e la periferia delle metropoli europee sono piene di tragedie che si consumano all’ombra della movida, delle notti brave intrise di cocaina e crack, dove i minori diventano i corrieri dello spaccio, i guardaspalle dei camorristi all’opera, i pistoleri incensurati a bordo di potenti motorini, i “muschilli” che a 18 anni sono già killer accreditati e uomini bruciati.

“I Giovedi” di quest’anno parleranno anche di loro e quindi di noi, che viviamo ignari le nostre città avvelenate e incolpiamo la scuola di non essere all’altezza dei tempi, di lasciar crescere piccoli mostri destinati ad una fine prematura. Forse il Cinema può dare una risposta più obiettiva ad alcuni di questi interrogativi, documentando realtà spietate che convivono e si alimentano dei modelli di sviluppo occidentali, con condizioni di vita tipiche dei regimi coloniali e dittatoriali. E offrendo una speranza di redenzione e recupero.

“I Giovedì” 2026 propongono, alla riflessione dei giovani salernitani e al pubblico urbano, tre film recenti ambientati in Palestina, Argentina e a Napoli, mostrandoci un’infanzia negata, offesa, violentata,  che non conosce zone franche e paradisi nascosti, ma accomuna le periferie di Napoli a quelle di Gaza  e di Buenos Aires, le guerre del Novecento a quelle di oggi, la violenza di ieri a quella dei giorni nostri, per mostrarci come l’Umanità non impara nulla dalla storia e ripropone vecchi orrori camuffate da nuove ipocrisie.

Ecco il calendario della manifestazione e le sinossi delle opere che verranno proiettate nell’Aula Magna del Liceo Alfano I, in via dei Mille 40, Salerno, con ingresso libero.
Le proiezioni saranno procedute e seguite dal confronto con i registi e/o testimoni dei fatti che sono argomento dei film.

Martedì 28 aprile ore 17.30

GAZA: A STOLEN CHILDHOOD (Qatar, 2025, 50’) di Moamen Ghonem

Mohammad, Farah e Sabri, tre tra le migliaia di storie dei bambini di Gaza, cresciuti sotto la guerra nella Striscia dal 7 ottobre 2023. Per circa un anno, abbiamo seguito i loro percorsi di vita durante l’aggressione, documentando la loro sofferenza per rispondere a una domanda potente: com’è la guerra agli occhi dei più piccoli di Gaza?

Ospiti: Tina Marinari (Amnesty Italia) e, in collegamento, Luisa Morgantini (Presidente Assopace Palestina)
L’incontro con le ospiti offrirà anche l’occasione per un confronto sulle condizioni di reclusione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane e sull’ultimo dossier della rapporteur ONU Francesca Albanese.

Mercoledì 29 aprile ore 10.00

IDENTITÀ RUBATA (Regno Unito, 2025, 25’) di Florencia Santucho, R.Vázquez-Salessi

Rapito alla nascita durante la dittatura in Argentina, un uomo di 46 anni ritrova finalmente la sua famiglia biologica grazie all’instancabile lavoro delle Nonne di Plaza de Mayo. Nella sua ricerca della verità, scopre l’esistenza di un vasto programma di adozioni illegali e di crimini perpetrati durante la dittatura militare del 1976-1983.

Ospiti: Florencia Santucho (regista), Damiano Gallinaro (scrittore)
Oltre al dibattito sui minori argentini strappati alle madri durante la dittatura del secolo scorso, la presenza dello scrittore Gallinaro consentirà la conoscenza della vita del grande fumettista argentino Héctor Germán Oesterheld, autore del famoso Eternauta, scomparso nei primi anni della dittatura ed una breve descrizione dell’Argentina di oggi.

Giovedì 30 aprile ore 10.00

LA MADRE (ITA, 2023, 61’) di Amalia de Simone

C’è una parte del centro antico di Napoli che per anni è stata ostaggio del degrado e della camorra. E in particolare, in questo fazzoletto di territorio, patrimonio dell’UNESCO, si sono affrontate bande di ragazzini ferocissimi, seminando terrore e morti innocenti. Sentire le loro voci autentiche echeggiare nei vicoli e parlare di rappresaglie, omicidi da compiere, modi di vivere indifferenti a qualsiasi atrocità, è importante per decifrare la città. Nel documentario LA MADRE ci sono vere intercettazioni utilizzate nelle indagini della direzione distrettuale antimafia di Napoli e quasi mai ascoltate. In questi stessi luoghi c’è un grande portone giallo che è quello di un museo d’arte contemporanea, che per un tempo, grazie a una presidente attenta al contesto, Laura Valente (ora non più in carica), è stato sempre aperto al pubblico, a quelle stesse persone che fino a poco tempo fa ignoravano che lì ci fosse un museo.

Ospite: Amalia de Simone (giornalista e regista)