Lungometraggi
Human Rights Doc
A PLACE OF ABSENCE di Marialuisa Ernst
Bolivia, Chile, Messico, USA, 86′
A Place of Absence, di Marialuisa Ernst, 86′, Bolivia, Chile, Mexico, USA
Decenni dopo la scomparsa dello zio durante la dittatura militare argentina, la regista Marialuisa Ernst si unisce alla Carovana delle Madri, un gruppo di donne centroamericane alla ricerca dei propri figli scomparsi in Messico e negli Stati Uniti. Il film traccia un percorso lirico attraverso le generazioni, intrecciando il trauma delle migrazioni contemporanee con l’eredità storica delle sparizioni forzate nelle Americhe.
AMANDA di José Miguel Jimenez
Irlanda, 80′
Dopo anni trascorsi a dipingere in isolamento, Amanda affronta un passato doloroso attraverso le sue tele astratte, cercando di riappropriarsi della propria voce. Mentre si avvicina la sua prima mostra retrospettiva, si confronta con la vulnerabilità di rendere pubblica la propria verità e con la possibilità che l’arte riesca a trasformare il silenzio in giustizia.
BAJAU LAUT – THE SEA IS OUR HOME di Joo Peter
Malesia, 62′
Le loro case su palafitte vengono incendiate, le barche distrutte. In Malesia, popolazioni indigene come i Bajau Laut, i nomadi del mare, sono private della cittadinanza e dei diritti fondamentali. Eppure, secoli d istoria e le tombe dei loro antenati sulle isole malesi testimoniano il loro profondo legame con questa terra. Esclusi dalle scuole pubbliche perché apolidi, i loro bambini possono studiare grazie alle scuole alternative fondate da artisti e attivisti, nonostante le continue intimidazioni e gli arresti. Il documentario attraversa tre comunità Bajau Laut, raccontandone la cultura, le tradizioni e la lotta per i diritti.
DOMANI – IL VIAGGIO DI MAYSOON MAJIDI di Vincenzo Caricari, Barbara Di Fabio
Italia, 67′
Maysoon Majidi è una giovane donna curda nata a Teheran, attivista per i diritti civili e politici, impegnata nella lotta per il riconoscimento del Kurdistan e dei diritti fondamentali negati in Iran. Arriva in Italia a bordo di una piccola imbarcazione insieme ad altre 77 persone, costretta a fuggire dopo essere diventata un bersaglio del regime degli ayatollah. Sbarca a Crotone, in Calabria, la notte di Capodanno del 2023. Al suo arrivo, due passeggeri l’accusano di essere stata l’assistente del capitano che ha condotto l’imbarcazione. Viene fermata dalla polizia e successivamente arrestata. Trascorre dieci mesi in carcere, i primi due senza poter usufruire di un interprete, dell’assistenza di un avvocato né avere contatti con la propria famiglia. Inizia uno sciopero della fame per denunciare l’ingiustizia e gli abusi subiti, perdendo 17 chili. Nell’ottobre 2024 viene scarcerata, in attesa della decisione del tribunale che determinerà il suo destino.
IN THE LAND OF MACHINES di Okyoung Kim
Corea del sud, 92′
La poesia è più vera delle parole. Lavoratori migranti scrivono poesie in una terra straniera. In una città dove non sono le persone a far funzionare le macchine, ma le macchine a governare le persone.
NINXS di Kani Lapuerta
Germania, Messico, 86′
Ai piedi del Tepozteco, una collina sacra che governa i venti e la fertilità, sorge la cittadina di Tepoztlán. In questo scenario, il corpo e la mente di Karla, quindici anni, attraversano una profonda rivoluzione. Mentre Karla affronta il proprio percorso di transizione, Kani dà forma a otto anni di riprese, trasformandole in un film gioioso, mentre insieme affrontano le imprevedibili sfide di un’adolescenza trans in un contesto rurale.
MATERIA PRIMA di Jens Schanze
Germania, 89′
Mentre la transizione energetica trasforma il litio nel “nuovo oro”, gli occhi del mondo si rivolgono alle Ande boliviane, dove si trovano i più grandi giacimenti del pianeta. Mentre diplomatici europei e colossi industriali fanno a gara per assicurarsi le materie prime necessarie a sostenere l’industria verde occidentale, la società civile boliviana, guidata soprattutto dalle donne, si mobilita contro una nuova ondata di estrattivismo di stampo coloniale. Il film esplora lo scontro tra i sogni di transizione ecologica del Nord globale e la realtà quotidiana di agricoltori, allevatori e minatori che subiscono le conseguenze dell’industrializzazione. Il film pone una domanda cruciale: la rivoluzione verde è soltanto una nuova maschera del vecchio sfruttamento? E siamo davvero pronti per la decolonizzazione?
MY HUSBAND THE CHILD SOLDIER di Tom Peppiatt
Regno Unito, 54′
In Cambogia, Aki Ra, ex bambino soldato dei Khmer Rossi, e sua moglie Hout aiutano le comunità locali a riappropriarsi delle proprie terre, affrontando il compito potenzialmente mortale di bonificarle dalle mine inesplose, disseminate durante anni di guerra. Lungo il loro percorso, adottano bambini abbandonati, la cui infanzia è stata spezzata e i cui corpi sono stati mutilati dall’esplosione delle mine antiuomo, e aprono un museo dedicato alla guerra che diventa presto famoso in tutto il mondo. Aki Ra lotta per liberarsi dalle ombre del proprio passato, segnato dal coinvolgimento nel regime genocida dei Khmer Rossi, e per ricostruire la sua famiglia distrutta. Ma in un Paese che fatica ancora a fare i conti con la propria storia, il passato trova sempre il modo di tornare a galla.
REPUBLIC OF AMNESIA di Kannan Arunasalam
Sri Lanka, Regno Unito,78′
Republic of Amnesia racconta l’ascesa e il declino dell’Aragalaya (“La Lotta”), il movimento di protesta guidato dai giovani dello Sri Lanka che nel 2022 costrinse il presidente autoritario Gotabaya Rajapaksa a fuggire dal Paese. Al centro del racconto ci sono tre giovani attivisti, Melani, Buwanaka e Jeana, la cui presa di coscienza politica si sviluppa in tempo reale mentre organizzano manifestazioni, affrontano l’arresto e si scontrano con un sistema politico costruito per perpetuarsi.
SHE di Parsifal Reparato
Francia, Ialia, 75′
SHE è un racconto corale sulle lavoratrici del più grande parco industriale dell’elettronica del Vietnam, dovel’80% della forza lavoro è sottoposto a ritmi estenuanti. Attraverso corpi frammentati e voci anonime, il film denuncia condizioni di lavoro oppressive e le contraddizioni tra sopravvivenza, sogni ed emancipazione. Tra fabbriche, dormitori e storie intime, emergono i percorsi di Tu, Mai Hien, Dat e di una famiglia delle montagne alle prese con le trasformazioni del Paese.
WHEN I GET JAILED di Anastasiia Vedenskaia
Francia, 65′
Alexei Navalny è stato un leader dell’opposizione russa, attivista anticorruzione e prigioniero politico. Dopo la sua morte, migliaia di persone in Russia hanno deposto fiori ai piedi del Muro del Dolore per onorarne la memoria. Tra loro c’era Alyona, il cui gesto è diventato un simbolo di resistenza, portando al suo arresto e alla sua persecuzione. Il film racconta una storia di lotta per la libertà, del coraggio di opporsi a un sistema repressivo e del prezzo da pagare per mantenere viva la memoria di un oppositore politico. Restituisce l’atmosfera di tensione di una società in cui persino il ricordo diventa una minaccia e la paura domina la vita delle persone.
